La montagna è il luogo ideale per delle leggende di questo tipo, piena di vegetazione, strani riflessi e tante pareidolie che spesso e volentieri diventano esserini del piccolo popolo o, come spesso sono chiamati più comunemente, gnomi e fate. Ora non inizierò una disquisizione su questo argomento, vi basti sapere che esistono molti sostenitori della loro esistenza e molti sostenitori della bufala, ma qui stiamo parlando di fatti concreti, ossia della leggenda che esiste nella mitologia del posto.

Il lago delle fate è un lago artificiale, creato con scopi molto pratici per poter fornire alimentazione agli impianti idroelettrici locali e si trova ai piedi del Monte Rosa in Val Quarazza. Lo specchio d’acqua presenta dei riflessi smeraldini causati dalla proiezione dell’immagine degli alberi circostanti e contribuisce a rendere il paesaggio davvero fiabesco.

Passeggiando tra gli alberi, attorno al lago, è possibile osservare tutta una serie di sculture che rappresentano proprio degli gnomi, chiamati “Gut Viarghini”, una categoria di gnomo che si dice essere “minatori”, molto simili se vogliamo ai nani del signore degli anelli, ma più piccoli. Si dice che questi gnomi siano alla ricerca dell’oro che si troverebbe in un’antica miniera abbandonata, la miniera della Guia, che porterebbero alle fate per ricevere in cambio marmellata di more e di mirtilli di cui sarebbero golosi.

Si avete capito bene, ci sarebbero anche le fate e si racconta che tali esserini, durante le notti rischiarate dalla luna, passeggino elegantemente sulla superficie argentea del lago, attendendo gli amici gnomi per poter ottenere l’oro con cui ricamerebbero i loro vestiti, mentre con quello in avanzo darebbero origine alla polvere di fata che servirebbe a farle magicamente volare.

Un ringraziamento a Paola per la segnalazione ed il materiale informativo.