Rieccoci alle prese con una creatura demoniaca/divina di stampo egizio, si tratta di Ammut, un essere spaventoso con delle caratteristiche fisiche molto particolari.

Ricorderete che in passato abbiamo parlato della pesa dell’anima che avveniva nel Duat, (il Duat, se non ricordate, rappresenta gli Inferi per il popolo egizio), ad opera del dio Anubi, lo sciacallo.

Il passaggio al regno di Osiride doveva essere preceduto da un rituale, conosciuto come “la pesa dell’anima” o “psicostasia”. Il cuore del defunto veniva posizionato sul piatto di una bilancia dove era pesata confrontandolo con una piuma della dea Maat, se il cuore era leggero come la piuma, Anubi lasciava il defunto nelle mani di Osiride, altrimenti il cuore era dato in pasto al coccodrillo Ammut.

Ebbene, è spesso opinione comune che fosse Anubi stesso a dilaniare le anime condannando il peccatore a permanere per sempre nel Duat, ma in effetti lo sciacallo si limitava alla pesa del cuore e che una volta pesato e risultato più pesante della piuma, veniva lanciato ad Ammut che lo divorava.

Insomma Ammut era una sorta di cane mostruoso, un essere il cui corpo presentava una testa di coccodrillo, zampe anteriori e tronco di leonessa, zampe posteriori di ippopotamo… Una vera mostruosità.

Ancora curioso il fatto che ad Ammut ci si riferisca al femminile e si definisca “Colei che annienta i colpevoli”. La sua raffigurazione è tipica nelle scene direttamente estratte dal libro dei morti e rappresentava evidentemente uno spauracchio terribile per chi fosse sinceramente devoto in vita.