Quella del vischio è una delle leggende forse meno conosciute di quelle legate al periodo del Natale. Si racconta che tutto ebbe inizio con un avido mercante dei tempi di Gesù, quando il concetto di mercante era ben diverso da quello odierno, associato a persone avide e senza scrupoli.

Si racconta che questo mercante, insonne, decise di uscire di casa e notò una strana processione, anche questa cosa abbastanza insolita per il tempo, e dalla lunga fila molti si girarono verso di lui chiedendogli di unirsi a loro e chiamandolo “fratello”.

Il mercante non aveva fratelli e non considerava nulla che non fosse un dare-avere, gretto e schivo, valutava solo il proprio tornaconto e per quanto fosse attratto dall’idea di essere considerato amico o fratello da qualcuno, in cuor suo sapeva bene che cercava sempre il guadagno oppure un vantaggio personale nei rapporti.

Nonostante questa sua propensione decise di seguire la folla e si trovò davanti alla grotta di Betlemme, dove ogni componente della lunga fila portava un piccolo dono, si trattava di cose semplici portate da persone davvero povere, ma l’unico che non aveva portato nulla era proprio lui, l’unico ricco tra loro.

Quando si trovò davanti al bimbo le ginocchia gli cedettero, come se avesse d’un tratto compreso tutto, chiese perdono per i mali arrecati al prossimo ed iniziò a piangere senza sosta, le sue lacrime caddero al suolo ed al mattino iniziarono a splendere come delle perle in mezzo ad alcune foglioline, era nato il vischio.