Purgatorio, nella tradizione cattolica rappresenta uno dei tre regni oltre la vita terrena, spartiacque tra Inferno e Paradiso. Secondo letteratura rappresenterebbe un luogo di penitenza, dove le anime ancora non perfettamente purificate attendono il loro perdono e quindi l’acceso al regno dei cieli, il Paradiso.

La nostra visione di questo luogo è fortemente connessa alla rappresentazione che ci ha inculcato Dante Alighieri, scrittore fiorentino vissuto a cavallo tra il 1200 ed il 1300 d.C., uomo che fece della sua opera un mezzo per colpire la politica del tempo, collocando diversi personaggi del suo tempo nei suoi fantasiosi racconti.

Le prime testimonianze scritte di questo buffer per anime risalgono al II secolo, per poi trovare altre conferme in S.Agostino, S. Ambrogio ed altri illustri nomi legati alla dottrina Cristiana.

Ma in effetti cosa può realmente rappresentare? Forse il principio era dare una speranza a chi in terra non si fosse strettamente attenuto ai precetti religiosi, creando una scappatoia per i peccatori di poco conto, oppure uno spauracchio per i meno devoti, sta di fatto che ancora oggi molti credono che questo luogo sia reale e francamente trovo la cosa davvero divertente.

Nella mia ricerca ho scoperto questa testimonianza di Santa Maria Faustina Kowalska, una religiosa polacca canonizzata nel 2001 da papa Giovanni Paolo II, dove la donna sostiene di essere stata nel purgatorio e così racconta la sua esperienza:

“Mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria ‘Stella del Mare’. Ella reca loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d’uscire. Ed uscimmo dalla porta di quelle prigione di dolore. Udii nel mio intimo una voce che disse: ‘La mia Misericordia non vuole questo, ma la giustizia lo esige’”

-Tratto da aleteia.org

Per chi come me abbia avuto modo di studiare la Divina Commedia è praticamente impossibile non vedere l’analogia tra la religiosa e Dante e tra l’angelo custode e Virgilio… Non posso che sottolineare quanto queste testimonianze siano poco affidabili a mio avviso e dettate da una fede che prende il dominio sulla ragione.

Come forse avrete capito io non credo al concetto di Purgatorio e trovo che tutto quel che viene raccontato sia troppo legato alla letteratura, rappresentando una favola che viene perpetuata nei secoli.