Correva l’estate del 1982 e l’evento che vi racconto si è verificato tra i fitti boschi di Crognaleto, un tranquillo comune montano in provincia di Teramo, una gita domenicale che presto si trasforma in uno dei gialli più surreali e inquietanti della cronaca nera e del folklore italiano.
S. D. P., originario della Puglia ma da tempo residente a Roma, decide di trascorrere una giornata di relax in Abruzzo insieme alla moglie e ai figli. Un pomeriggio come tanti, immersi nella natura, fino a quando l’uomo decide di allontanarsi per pochi passi. Voleva fare una breve passeggiata tra gli alberi, o forse raccogliere della legna. Non tornerà mai più.

La vittima svanisce letteralmente nel nulla, a pochissima distanza dai suoi cari. Scatta immediatamente l’allarme: la macchina dei soccorsi si mette in moto con un dispiegamento di forze imponente. Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e decine di volontari setacciano ogni metro quadrato della vegetazione di Crognaleto.
Si cercano tracce, indumenti, un oggetto personale, qualsiasi elemento che possa spiegare la sparizione. Il risultato è un vuoto assoluto. Nessuna traccia di cadute nei dirupi, nessuna prova di un malore o di un allontanamento volontario. Salvatore sembra essersi dissolto nell’aria.
A trasformare questo caso di scomparsa in un vero e proprio enigma dai contorni horror è la deposizione della moglie che agli inquirenti e ai giornali dell’epoca, racconta una versione dei fatti che lascia tutti sbigottiti.
Sostiene con fermezza di aver assistito alla scena: piccoli esseri antropomorfi — descritti come gnomi, folletti o creature della foresta — avrebbero improvvisamente accerchiato il marito nel fitto della vegetazione, afferrandolo e “portandolo via” sotto i suoi occhi.
Una dichiarazione sconcertante che le autorità archiviano come frutto di uno shock emotivo o di un’allucinazione momentanea. La giustizia ordinaria, non potendo fare affidamento su elementi razionali, chiuderà il caso senza mai ritrovare il corpo o stabilire la verità scientifica su quell’estate del 1982.
A distanza di decenni, il caso continua a dividere, ci sono naturalmente i sostenitori dell’ipotesi razionale, che si basa su un tragico incidente di montagna. L’uomo potrebbe essere scivolato in una gola nascosta o aver subito un malore, mentre la traumatica sparizione avrebbe innescato nella moglie un episodio psicotico difensivo.
Tuttavia eisiste anche l’ipotesi legata al mito del “Piccolo Popolo”, per gli appassionati di paranormale un qualcosa di ben noto, e la testimonianza della donna è diventata una delle più celebri e documentate storie di “incontro ravvicinato” con le creature del folklore mai registrate in Italia.
Che si sia trattato di una tragedia spiegabile con la dura legge della montagna o di un mistero che sfugge alle nostre logiche, il bosco di Crognaleto ne custodisce ancora oggi il segreto.