Un occhio alle maledizioni: Il videogame Majora

Caro lettore questa che ti racconto è una leggenda metropolitana spaventosa, racconta le vicende di un ragazzo e di un videogame apparentemente innocuo ma che nasconde un terribile segreto.

zeldaSecondo tale leggenda tutto accade nel 2010 quando il ragazzo trova una cartuccia di Nintendo all’interno dell’abitazione nella quale lui e la sua famiglia si sono appena trasferiti. La cartuccia è bianca senza etichetta e sopra scritto con un pennarello troneggia la scritta “Majora”. Senza pensarci il ragazzo inserisce la cartuccia e scopre che all’interno esiste già un salvataggio nominato “BEN” che lui prontamente cancella.

Il ragazzo inizia a giocare ma si rende conto ben presto che il gioco ha qualcosa che non va, compaiono spesso degli artefatti grafici, il dialogo sembra in alcuni momenti non avere senso logico  e il personaggio del gioco spesso e volentieri non risponde ai comandi. Dopo qualche ora a provare, quindi, decide di accantonarlo.

Dopo qualche giorno decide di riattivare il gioco e verificare se si sia trattato solo di un problema casuale e scopre con stupore che si sono ricreati due salvataggi, uno è nuovamente nominato “BEN” mentre il secondo “DRAWNED” che letteralmente significa “Affogato”…

Parla in casa della strana esperienza ed i suoi raccontano ai vicini il fatto curioso ricevendo delle informazioni orribili. La casa prima di loro era stata abitata da una famiglia che aveva un unico figlio di nome Ben che guarda caso era morto affogato… Questa storia ci riporta ai casi famosi di videogame maledetti esattamente come il Polybius di cui abbiamo parlato tempo fa in questo articolo.

La mia considerazione finale è chiaramente che sia una leggenda in toto, perché mai uno spirito dovrebbe legarsi ad un videogame? Dal momento che la storia pare sia del 2010 è plausibile che si sia preso spunto da film come “The Ring” o qualcosa di affine della cinematografia orientale…

Tu cosa ne pensi?