Tutta la verità sulla Tavola Ouija

Alcuni la definiscono “il male”,  altri dicono che è un portale per orrori indicibili, ma tutti la conosciamo come Tavola Ouija. Demonizzata da alcuni, derisa come una sciocchezza da altri, questo semplice gioco ci ha affascinato per più di un secolo. Si tratta di uno strumento del male o solo uno specchio delle nostre paure e pregiudizi?

Le tavole Spiritiche hanno una storia lunga e affascinante che risale a molto prima che il nome di Ouija vi fosse associato. E’ stato il “Novelty Company Kennard” che ha lanciato il primo congegno fatto in casa legato al nome di famiglia, nome che William Fuld hai poi trasformarlo in “Ouija Novelty Company” nel 1892. E ‘stata un’impresa redditizia, e l’azienda di Baltimora si è rapidamente espansa. Stranamente, William Fuld è morto cadendo dal tetto della sua fabbrica di cui secondo la leggenda fu la tavola Ouija a suggerire la costruzione e suggellando la leggenda…

 

Ma non è la prima volta che la sfortuna è stata associata alle tavole spiritiche, infatti bruciarle o romperle è una consuetudine antica quanto la sua invenzione. Nei vecchi resoconti dei giornali, l’uso frequente o alcune risposte sgradevoli hanno portato le persone a distruggerle per la paura che potesse portare male…

“Il Religio-Philosophical Journal il 13 Marzo 1886 riporta che la famiglia di Geremia A. Lunga di Akron, Ohio, stava provando la nuova Ouija, ed i suoi molti bambini erano diventati insonni e nervosi ed erano spaventati dall’oggetto. Nello stesso anno, il Democratic Northwest ha dichiarato che un uomo di nome Jack si era reso conto che la sua famiglia stava passando troppo tempo con la Ouija così la bruciò prima di partire per un viaggio. Perplessi per la scomparsa della tavola, i familiari ne avrebbero procurato un’altra ed avrebbero chiesto che cosa fosse successo a quella precedente, leggenda vuole che la risposta della tavola sia stata: J-A-C-K B-U-R-N-E-D I-T U-P, l’uomo una volta tornato a casa  ne sarebbe rimasto scioccato.

Il 21 Novembre 1891 il San Francisco Morning Call racconta la tragica storia della 28enne Eugenia Carpenter di Bridgeport, Connecticut. Depressa per la separazione dal suo fidanzato, lei e un amico avrebbero giocato con una tavola Ouija appena acquistata. Quando Eugenia chiese consiglio alla tavola per sapere se il suo amante sarebbe tornato, avrebbe ricevuto la seguente risposta: “egli ha cessato di amarti. Non potrà mai tornare.” Pochi giorni dopo, un vicino di casa si svegliò sentendo Eugenie vagare per la strada che mormorava in camicia da notte frasi sconnesse…

Nel 20esimo secolo, le tavole Ouija erano popolari, divertimenti, così divertenti che Norman Rockwell la ha resa il soggetto di un dipinto per il Saturday Evening Post…

Secondo il New York Times, Ruth Townsend di Chicago è stata inviata in un ospedale psichiatrico nel febbraio 1921 dopo aver ammesso ai medici che le sue comunicazioni con la tavola Ouija l’avevano convinta a vivere con il cadavere della madre per 15 giorni prima di seppellirla in giardino. E sempre le tavole Ouija sono state citate da alcuni assassini del secolo scorso come il mandante dei loro assassinii. In uno di questi casi, il 7 marzo 1930, Clothilde Marchand è stata assassinata da due donne indiane di nome Nancy Bowen e Lila Jimerson dopo che il defunto marito di Bowen avrebbe parlato attraverso la Ouija dicendo che Clothide era una strega e che lo aveva ucciso.

Leggenda vuole che nel 1692 delle tavole  simili alle Ouija abbiano generato una isteria di massa che ha portato ai fatti di Salem ben noti a tutti noi.”

**Questo che avete letto è un estratto che ho scovato in un forum americano (scusate la traduzione), a mio avviso delle fraudolente leggende, eppure sono in tanti a credere a questi fatti, tanto che ancora oggi moltissime persone hanno un terrore ingiustificato nei confronti di questo oggetto… Certo è innegabile che alcune persone abbiano cercato di giustificare le proprie azioni con questa tavola, ma non è lo stesso che accade ancora quando si invoca l’infermità mentale?

Vi propongo un video realizzato da me per sfatare il mito che usare la tavola da soli sia pericoloso…