Tradizione Ebraica: Lo spirito maligno chiamato Dibbuk

Amici se mi seguite dall’inizio avrete capito che ho una certa predilezione per le tradizioni più antiche e la cultura Ebraica è davvero ricca di misteri interessanti… Oggi parliamo proprio di una delle loro più antiche credenze: Il Dibbuk.

Il dibbuk o dybbuk è uno spirito maligno o un’anima in grado di possedere gli esseri viventi. Si ritiene che sia lo spirito disincarnato di una persona morta, un’anima alla quale è stato vietato l’ingresso al mondo dei morti, lo Sheol.

I Rabbini sono capaci di rinchiudere queste anime in delle scatole studiate appositamente, realizzate in legno, dall’aspetto anonimo all’esterno se non per le iscrizioni che avvisano di non aprirle per non liberare il male contenuto all’interno, contengono feticci ed oggetti appartenuti al defunto con lo scopo di trattenerlo all’interno.

Ora una volta si dovesse aprire una di queste scatole il Dibbuk cercherebbe di attaccarsi al corpo per lui più conveniente, in genere sceglie un bambino a causa della sua innocenza e del tempo che il giovane corpo può concedergli nuovamente sulla terra.

Dibbuk Box

Ma veniamo al motivo che mantiene questo spirito tra noi… Queste generalmente sono delle anime a cui è stato negato l’ingresso in paradiso perché non meritevoli oppure perché morti troppo prematuramente hanno lasciato qualcosa da terminare. Per questi motivi rimane sulla terra cercando un corpo ospite e ne caratterizza la vita cercando di fargli compiere quelle che erano le proprie aspirazioni in vita. In questo modo l’ospite vive una vita a metà non riuscendo a realizzare se stesso e quindi incorrendo nel rischio di divenire esso stesso un Dibbuk in futuro.