Tetragrammaton, ovvero la parola di Dio

Amici studiosi eccoci con un nuovo argomento interessante e complesso: Il Tetragrammaton.

Se vi siete interessati allo studio delle antiche religioni sapete che in quella Ebraica la parola ricopre una importanza enorme rendendo possibile ai rabbini più esperti il raggiungimento di soglie precluse ai comuni mortali. (Pensate ad esempio alla creazione dei Golem che avviene plasmando la terra e mediante un rituale durante il quale si iscrive una parola sul corpo consentendo di rendere viva la creatura.)

Quindi preso atto che la parola, sia pronunciata che scritta, ha una valenza enorme prendiamo in considerazione la più importante nota come Tetragrammaton che è la sequenza delle quattro lettere ebraiche più importanti per gli Ebrei:

יהוה‎ (yod, he, waw, he, da leggersi da destra a sinistra)

Ora l’avete riconosciuta vero? Se non l’avete ancora fatto è perché la pronuncia a cui siete abituati è differente da come lo scritto porta a pensare, quella corretta sarebbe Yahweh (Iavé)… L’importanza di questa parola è piuttosto chiara se si ricordano le parole del vangelo: 

ll Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi

Ora spero vi sia più chiaro il motivo per il quale gli Ebrei danno così tanta importanza ai testi sacri ed alla loro lettura, il Verbo, la parola se preferite, per loro è Dio.

« è possibile determinare con un buon grado di certezza la pronuncia storica del Tetragramma, e il risultato è in accordo con l’affermazione contenuta in Esodo 3:14, nel quale la radice verbale si rivela come “Io sarò”, una frase che è immediatamente preceduta dall’affermazione completa “Io sarò ciò che sarò”, oppure, come nelle versioni in italiano (o in inglese) “Io sono” e “Io sono ciò che sono”. Il nome deriva dalla radice del verbo essere, ed è visto come un imperfetto. Questo punto è decisivo per la pronuncia poiché l’etimologia è basata in questo caso sulla parola nota. Gli esegeti più antichi, come Onkelos, i Targumin di Gerusalemme e lo pseudo-Gionata considerano Ehyeh e Ehyeh Asher Ehyeh come il nome della Divinità, e accettano l’etimologia di hayah: “essere” » – Tratto da Jewish Encyclopedia

Tetragrammaton, or the word of God -ENG

Friends of scholars here are a new interesting and complex topic: The Tetragrammaton.

If you are interested in the study of ancient religions, you know that in Hebrew the word is of enormous importance, making it possible for the most experienced rabbis to reach thresholds that are beyond the ordinary mortals. (Think of, for example, the creation of the Golem that takes place by shaping the earth and through a ritual during which a word is put on the body, allowing the creature to be alive.)

Then he realized that the word, both pronounced and written, has a tremendous value, we consider the most important note as Tetragrammaton, which is the sequence of the four most important Hebrew letters for the Jews:

יהוה‎ (yod, he, waw, he, to be read from right to left)

Have you recognized it now? If you have not done so yet is because the pronunciation you are used to is different from how the script leads to thinking, the correct one would be Yahweh (Iavé) … The importance of this word is quite clear if you remember the words of gospel:

The Word became flesh and came to live among us

Now I hope that the reason why the Jews give so much importance to the sacred texts and their reading is clearer, the Word, the word you prefer, for them is God.

“It is possible to determine with certainty the historical pronunciation of the Tetragramma, and the result is in accordance with the statement contained in Exodus 3:14, in which the verbal root reveals itself as” I will be “, a phrase that is immediately preceded by the complete statement “I’ll be what I’ll be,” or, as in the Italian (or English) versions, “I am” and “I am what I am”. The name comes from the root of the verb being, and is seen as an imperfect. This point is decisive for pronunciation because etymology is based in this case on the word word. The oldest exegetes, such as Onkelos, the Targumins of Jerusalem and the pseudo-Jonah, consider Ehyeh and Ehyeh Asher Ehyeh as the name of the Divinity, and accept the etymology of hayah: “being” “- Taken from the Jewish Encyclopedia