Mi sono trovato a pensare alle realtà parallele in modo molto casuale, pensavo infatti agli scacchi ed ho valutato che, relativamente a tale sistema chiuso, esiste un determinato numero di partite. Pensiamoci insieme, possiamo iniziare in vari modi e possiamo rispondere ad una mossa di un avversario in altrettanti modi, ma per quanto siano parecchie variabili sono in numero finito. Possiamo quindi affermare che esista un numero di partite possibili che potremmo approssimare a realtà parallele.

Ora prendiamo in considerazione la nostra realtà come se fosse una scacchiera, esistono infinite variabili e sarebbe impossibile calcolare tutte le possibili combinazioni, ma alcune condizioni possono essere prese in considerazione.

Seguite il mio ragionamento per assurdo. Ipotizziamo un sistema caratterizzato da un eremita, completamente isolato dalla società, completamente indipendente… Questo pedone della nostra fantasiosa scacchiera ha un numero di variabili infinitamente inferiore alle nostre, certo ci sono, clima, malattia, animali, e così via, ma sono molte meno di un qualsiasi uomo inserito in un contesto cittadino. Allora io ho pensato a questo come se fosse un rivetto in una pila di fogli, dove ogni foglio rappresenta una realtà parallela, insomma che io sia un avvocato oppure un terrorista la sua condizione non ne viene alterata in alcun modo e magari esistono diverse realtà che fanno perno sulla sua.

Così ho pensato, se quel che riteniamo fantasma sia un nostro altro? Una nostra ombra che casualmente occupa lo stesso “spazio” causato dal fatto della coincidenza del perno fornito dall’eremita?

E’ possibile insomma che le realtà si tocchino in certi punti fornendo queste apparizioni? Ed il nostro valutarci “sensitivi” sia in effetti la capacità di percepire il nostro altro?

Vi lascio con questa strana idea, perché io ho pensieri contorti e spesso mi piace raccontare cosa mi frulla nella testa.