La radiestesia è una disciplina pseudo-scientifica dove si sostiene che si possa captare qualcosa al di là dei nostri tradizionali cinque sensi. Per far questo vengono usati diversi strumenti, talvolta un pendolo altre volte un biotensor per arrivare alle più banali bacchette o il classico bastoncino ad Y tipico della storia di questa disciplina.

Chi pratica sostiene di poter trovare, grazie all’energia vibrazionale captata attraverso i sopracitati strumenti, oggetti nascosti, giacimenti o falde acquifere… Personalmente ho sperimentato con il pendolo ottenendo dei risultati per me sorprendenti, nel senso che partivo da una base più che scettica e sono riuscito in breve tempo a ritrovare oggetti nascosti aiutato unicamente dalle vibrazioni del pendolo. Per quanto possa sembrare assurdo, lo è anche per me, il pendolo stava immobile finché non passava nel punto dove era nascosto l’oggetto iniziando a compiere dei cerchi via via più ampi.

Non saprei davvero come spiegare il motivo ma credo che funzioni.

La rabdomanzia moderna nasce in Germania in tempi abbastanza recenti, insomma relativamente recenti, stiamo parlando del XV secolo, ed era già da allora utilizzata per l’individuazione di metalli e fonti d’acqua. E’ chiaro che anche allora i rabdomanti non fossero proprio apprezzati da tutti, visto che la teoria più diffusa era che fosse il Diavolo a far muovere le bacchette oppure i pendoli…

La radiestesia è quindi figlia della rabdomanzia, ancora oggi considerata da molti una ciarlataneria ma con dei chiaro scuri che mettono dei dubbi un po’ a tutti. I sostenitori sono davvero tanti ed esistono dei racconti curiosi che riportano alla triste guerra del Vietnam, quando pare che alcuni marines abbiano utilizzato la radiestesia per trovare dei nascondigli Vietcong, certo visto come sono andate le cose verrebbe da pensare senza troppi risultati…

E’ comunque innegabile che molti esperimenti moderni facciano sorgere almeno il dubbio che ci sia più di una superstizione sull’antica pratica. Non vi resta che provare.