Il mistero di Villa Dunardi: La casa infestata dai Demoni

Cari lettori avete mai sentito parlare di Villa Dunardi? Si tratta di una leggenda metropolitana piuttosto fumosa… Tutto ha avuto inizio nel 2010 allorché un certo Giuseppe di cui non si sa altro ha raccontato le vicende legate ad una casa sita a Cassibile (SR) che sarebbe infestata da Demoni.

Secondo il racconto di Giuseppe la casa avrebbe avuto dei trascorsi terribili legati alla presenza demoniaca tanto che lo stesso Vaticano avrebbe imposto di sigillare la proprietà per evitare rischi di possessioni ed attacchi alla popolazione locale (ed ecco la prima incongruenza, il Vaticano non ha nessun diritto al di fuori delle sue mura). A questo suo racconto Giuseppe aveva allegato la scansione di una pagina del giornale locale che vi riporto:

Cassibile (Siracusa). E alla fine è stata la Santa Sede ad intervenire sotto la guida di Padre Ebruzza certo di aver sottovalutato la cosa inizialmente. Villa Dunardi è stata sottoposta a sequestro da parte dello Stato Vaticano che rimane ancora basito degli sconcertanti avvenimenti degli ultimi 2 anni. Non ci è dato sapere cosa sia accaduto all’interno della Villa Dunardi poiché anche la Polizia di Stato sta indagando sugli accadimenti.La polizia ha sequestrato del materiale dall’abitazione, una busta con dei valori bollati e alcune frattaglie animali. I fatti risalgono all’Agosto 1971 quando i coniugi Scandurra segnalarono alle autorità competenti strani movimenti all’interno della Villa. Enzo Scoppettana cameriere di Dunardi afferma che “La notte il suo letto cominciava a dondolare come se venisse spinto da qualcosa.Trovavo sempre le candele accese al piano di sotto. Il sign. Dunardi praticava molte sedute spiritiche, me ne sono andato….”

Tutta la storia ha i connotati della burla perché proprio di burla si tratta, carina ben orchestrata ma pure sempre un invenzione… Ma, benché sia un’invenzione, è innegabile che nell’immaginario comune abbia acquistato un certo fascino, quindi lascio a voi il compito di farvi un idea.