Il male è una parte irrinunciabile della realtà?

Amici voglio proporvi una mia riflessione che prende spunto da alcuni studi clinici in cui mi sono imbattuto. La domanda è il male, è qualcosa che può essere debellata o è una parte irrinunciabile della vita umana?

Vi dico questo perché ho preso visione di alcuni studi clinici a cui sono stati sottoposti dei ragazzi americani, colpevoli di aver ucciso dei loro coetanei in una scuola. I medici hanno ricevuto mandato per questa ricerca dai genitori delle vittime che cercavano, evidentemente, di trovare conforto nella spiegazione razionale e medica.

Gli stessi medici che hanno esaminato gli assassini sono rimasti colpiti dai risultati, che hanno evidenziato delle evidenti anomalie nell’attività della corteccia prefrontale di questi ragazzi che potrebbe spiegare la psicopatia, e l’evidente mancanza di empatia che consente a questi soggetti il compimento di azioni spaventose senza mostrare alcun segno di rimorso…

Lo studio in realtà non è così recente, risale al 1871 il primo caso di studio sistematico che si deve a Cesare Lombroso, psichiatra e medico in un penitenziario, che si trovò ad eseguire l’autopsia di Giuseppe Villella (uomo malavitoso), che evidenziò una strana rientranza alla base del cranio del deceduto, che portò il medico a ritenere plausibile un legame tra questa anomalia fisica e il comportamento violento dell’uomo.

Dagli studi emerge che anche una persona non dotata di questo male al momento della nascita può svilupparlo a causa di un trauma o di una violenza subita, eppure è evidente che certe persone lo sviluppano, o lo hanno da sempre, senza alcuna causa scatenante…

Allora siamo da capo, il male nasce in certi casi insito nel nostro corpo e se prendiamo per buono il fatto che nasciamo con uno scopo, come sostiene la religione, allora dobbiamo anche affermare che ad alcuni tocca in sorte l’essere malvagio. Si tratta quindi di un equilibrio tra bene e male che non possiamo contrastare?