Questa è una leggenda su un fantasma che mi è stata riportata da Paola che ringrazio e stranamente, a differenza di quasi la totalità delle leggende che vengono riportate in rete, di questa abbiamo dati certi sull’origine e la data.

Chi mise in giro la storia di questo fantasma fu Padre Donato Calvi nelle sua opera “Effemeride sacra profana di quanto di memorabile sia successo in Bergamo” del 1676. In questo suo testo, Padre Donato, racconta di un’apparizione spettrale avvenuta presso le mura di Porta Sant’Alessandro, nella parte alta di Bergamo e di più ci regala la data esatta dell’avvenimento, ossia il 21 luglio del 1599.

Naturalmente i dati certi finiscono qui e tutta la storia si macchia sfortunatamente di cliché paranormali che non possiamo ignorare, dal momento che il Calvi scrive:

“Era in sentinella sopra la mura verso il forte della città un tal Soldato Forlano, quando verso l’ore quattro di notte li comparve uno cinto di catene”

Le catene sono una costante nelle presunte apparizioni di fantasmi dell’epoca, forse aggiunte per dare enfasi alla storia? In ogni caso oggi regalano a noi una visione fantasiosa e screditano lo stesso racconto.

Continua Padre Calvi raccontando che questo fantasma sarebbe stato un tal Cristoforo, un soldato sentinella (pare si chiamasse Forlano) avvistò questo spettro in catene che alla richiesta di presentarsi rispose di essere fuggiasco con un compagno, accusato insieme a questo di professare la fede di Lutero e per questo motivo condannato al purgatorio e chiese preghiere per se ed il suo compagno per poter finalmente essere liberato…

Detto questo pare che il fantasma scomparve come se fosse stato un cumulo di polvere da sparo incendiata. Chiaramente salta all’occhio l’idea di fondo del Padre Calvi, ossia chiarire che la fede cattolica era l’unica da seguire, ma la leggenda risulta interessante e regala dei brividi a chi oggi attraversi questo passaggio.