Oggi cercheremo di valutare quello che ho deciso di definire “dramma dei fantasmi in casa”, di metterci quindi nei panni di un presunto essere non più corporeo e capire cosa possa provare.

Siamo soliti pensare ai fantasmi come qualcosa di spaventoso, qualcosa che infesta luoghi o abitazioni come un parassita da far sloggiare e si, ci sono persone che la pensano diversamente, o almeno così dicono perché ben consapevoli della mendacità delle loro affermazioni, ma quando il fenomeno è reale o presunto tale cambia il punto di vista.

Ma pensiamo per un momento di essere noi il fantasma, vincolati per qualche motivo ignoto ad un bosco, ad una casa, ad un oggetto… Cosa accadrebbe se la casa in cui siamo nati oppure in cui abbiamo vissuto tutta la vita passasse in mano ad un perfetto sconosciuto che andasse ad alterarne struttura, mobilio e stile di vita?

Cosa faremo se vedessimo cancellato con una pennellata di vernice il segno dove misuravamo la crescita dei nostri bambini, o gettare nella spazzatura un caro oggetto legato ad un ricordo felice?

Questo per me potrebbe essere una rappresentazione perfetta dell’inferno vissuto dai fantasmi in casa nostra e potrebbe spiegare i fenomeni che molti sostengono di percepire nelle loro abitazioni, passi, voci incorporee, a volte attacchi fisici.

E’ evidente che questa mia teoria per assurdo è basata su un luogo che abbia una storia alle sue spalle e non può essere adattata ad una nuova costruzione, non spiega certo come e se queste presunte creature rimangano su questo piano esistenziale, ma se fosse vero ne offre una interpretazione abbastanza plausibile.

Che ne pensate?