Esiste la strana teoria che la fotografia possa catturare l’anima del soggetto, certo so che si tratta di dicerie di popoli vissuti in isolamento e lontani dall’evoluzione a cui siamo abituati, ma non è forse vero che anche noi davanti ad un bel primo piano siamo soliti dire “ha catturato la sua anima”?

Non fraintendetemi, non sto affermando che sia un fatto reale, ma in fondo potrebbe anche non essere così lontano dalla realtà.

Certo la nostra anima, ammesso esista, resta li dov’è dopo uno scatto fotografico o dopo essersi specchiati, ma quel che impressiona la pellicola, si riflette nello specchio o crea sequenze di bit nei formati digitali è in effetti una copia del nostro apparire.

Certamente i fotoni*, o se preferite la radiazione luminosa sotto forma di onda, trasportano informazione dal nostro apparire fino ai vari sensori o superfici, quindi quel che compare è una parte di noi che lascia il nostro essere per restare imprigionato temporaneamente o per sempre su un supporto esterno.

Forse da un certo punto di vista queste popolazioni ci hanno visto bene anche se schiave di pregiudizi ed allarmismi.

Ma se ora consideriamo l’anima come una forma di energia il fatto che parte della sua informazione emani nello spazio circostante e venga inglobata ha più senso e se questa sua caratteristica fosse alla base delle cosiddette infestazioni residuali che molti ricercatori studiano da tanto tempo?

Cosa ne pensate?

*FOTONI-

Il termine “fotone” trova origine nella lingua greca e viene introdotto per la prima volta da Gilbert Lewis nel 1926. Indica con la lettera greca γ è associato ad ogni radiazione elettromagnetica. Per gli appassionati di fisica si sa che si tratta di fenomeno ondulatorio, ma la radiazione elettromagnetica ha anche una natura quantizzata che le consente di essere descritta come un flusso di fotoni, il cosiddetto dualismo onda-particella. Particella fondamentale per la nostra esistenza non è dotata di massa ma pura energia ed i più attenti noteranno che nonostante natura non massiva è da quest interessata a causa dei fenomeni magistralmente spiegati dalla relatività di Albert Einstein.