La Campana Nazista è, secondo la teoria del complotto, una delle più misteriose invenzioni che si attribuiscono al partito Nazista. Inutile dilungarsi su cosa fossero queste persone, se così si possono definire, quindi mettendo da parte il disprezzo per loro vi esporrò unicamente ciò che emerge circa questa presunta tecnologia.

Die_Glocke_(the_Nazi_Bell)

Sembra che negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i tedeschi sempre più preoccupati di un’eventuale sconfitta avessero costretto centinaia di scienziati a lavorare ad un progetto di fuga: La Campana Nazista.

Da dicerie e ricerche, che io trovo abbastanza sommarie, sembra che la Die Glocke (Camapana) fu effettivamente realizzata, o almeno si cercò di farlo, e sia stata usata per far fuggire l’elite del partito, ma non in un altro luogo ma bensì in un altro tempo. La campana, infatti, era, a quanto si dice, una sorta di macchina del tempo capace di saltare da un’epoca ad un altra con estrema semplicità.

Le informazioni che ho reperito raccontano questo:
 
“L’oggetto aveva un diametro di 3,10 m e un’ altezza di 4,95 m,  composto da due cilindri contro-rotanti, con all’interno uno strano liquido “metallico” avente un color porpora e denominato ”Xerum 525”, il quale ruotava all’interno della “campana” ad alta velocità. Lo Xerum 525 era radioattivo e per questo era contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore perché molto tossico. Era, con molta probabilità, un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formavano un liquido denominato “mercurio rosso”. L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una grande quantità di neutroni, se sottoposti ad uno stress esplosivo. Il funzionamento abbisognava di una grande quantità di energia elettrica.
Sempre secondo le dichiarazioni di Sporrenberg (Jakob Sporrenberg è stato un generale tedesco ed un criminale di guerra nazista, condannato alla pena di morte a Varsavia. ), il dispositivo poteva ruotare solo per un paio di minuti in quanto emetteva una grande quantità di radiazioni, generando allo stesso tempo un campo magnetico. Questi effetti collaterali provocarono la  morte di diversi lavoratori e animali presenti nel sito al momento dell’attivazione dell’arma.  Secondo l’autore americano Joseph P. Farrell, morirono 60 lavoratori, nonostante le poderose protezioni in cemento armato del sito, decomponendosi e lasciando come residui una sostanza gelatinosa o cristallina. Altri decessi si registrarono alcune ore più tardi dopo la fine degli esperimenti tra gli inservienti addetti alle pulizie nei laboratori.”
 
notizia

L’unica fonte su questa arma è costituita da un libro pubblicato dal giornalista e storico militare polacco Igor Witkowski. La storia del Glocke si andrebbe a collocare, in caso di esistenza appurata, nel catalogo d’armamenti avanzati di tutte quelle armi avanzate note come Wunderwaffen e passate alla cronaca come “armi segrete“. Interessante il fatto che seguendo le informazioni tratte dagli scritti di Witkowski si sia risaliti a dei laboratori segreti sotterranei che sembra siano effettivamente il luogo dove fu realizzato questo progetto. Tutti gli scienziati che lavorarono allo studio ed alla realizzazione della campana furono giustiziati dalle SS, alimentando l’idea che fossero effettivamente riusciti nell’intento. Se tutto questo non bastasse furono ritrovati i resti del luogo del presunto “lancio” della campana, una struttura in cemento armato circolare che faceva da supporto per la partenza.

Quindi di certo non c’è niente, come da manuale nelle teorie cospirative, eppure la presenza di diverse strutture e la follia del comparto scientifico nazista potrebbe far supporre che si sia effettivamente lavorato su questa strana campana nazista rendendo interessante lo studio a livello storico.

Chi sono

La mia carriera scolastica è ben lontana dal mondo del paranormale, ho frequentato un Liceo Scientifico ed ho proseguito con gli studi di Ingegneria Elettronica, anche se la mia vera passione è sempre stata la fisica, che, a dispetto dei limitati esami di ingegneria, continuo a studiare tenendomi aggiornato con libri ed alcuni abbonamenti a riviste di settore, non di quelle che si possono trovare in edicola, quelle di fisica vera direttamente trattate dai centri di ricerca.

Sono curioso per natura, e tendo ad essere particolarmente distratto da ogni nuovo stimolo, cosa che mi porta ad occuparmi di svariati argomenti contemporaneamente, a volte davvero diversi tra loro come la cucina o la meccanica…tendo a cambiare spesso prospettive di studi, ma se questa cosa è per la scuola tradizionale un bel problema, risulta invece un vantaggio quando si è liberi da vincoli imposti.

Un consiglio che lascio a tutti voi è quello di guardare verso l’alto, non accontentatevi di quel che leggete online, sviscerate gli argomenti che vi affascinano e cercate di portare la vostra comprensione sempre un gradino in su, questa è la mentalità giusta.