Il mistero che voglio proporvi oggi è quello della leggenda del “Cavaliere Nero”. Si tratta di un presunto satellite artificiale in orbita attorno al nostro pianeta da ben 13000 anni.

Si racconta che già nel 1899, Nikola Tesla, riuscivsse ad intercettare un segnale di eco, da lui stesso ritenuto provenire dallo spazio profondo, che in realtà sarebbe stato il ritorno dal satellite in questione. Sempre la leggenda riporta che compaiano molte immagini di questo misterioso oggetto e molti studiosi ed enti si siano occupati della questione, compresa la NASA che solo negli ultimi anni avrebbe cancellato le immagini dai suoi server.

E’ probabile che la leggenda sia stata tratta da un racconto di  John Keel, e precisamente nel suo libro “Disneyland of the Gods ” datato 1960, dove viene descritto un oggetto sconosciuto in orbita attorno alla Terra, un oggetto definito “un prodigio tecnologico fuori dalla portata di America e Russia”.

Sempre secondo leggenda sarebbero tantissimi i resoconti di agenzie in tutto il mondo, Il Cavaliere Nero, trasmetterebbe segnali radio da oltre 50 anni e, fin dalla sua scoperta, questo satellite sarebbe stato oggetto di interesse per paesi come la Svezia, Stati Uniti, Russia e gli appassionati di tutto il mondo.

Si racconta ancora che uno di questi appassionati sia un radioamatore, tale Duncan Lunan, che avrebbe decodificato una serie di segnali ricevuti dal satellite interpretati come una mappa stellare incentrata sul sistema della Stella Epsilon Boote ed avrebbe affermato che il Cavaliere Nero provenga da questo Sistema nello stato in cui si trovava 13,000 anni fa.

Per amore della completezza vi dico che Epsilon Boötis è una stella doppia della costellazione settentrionale di Boote ed ha le denominazioni tradizionali “Izar (Velo)” e “Pulcherrima (Bellissima)”, un sistema stellare visibile di notte, dotandosi di un semplice telescopio da 76mm.

Ma ora le dolenti note… In realtà è tutta una bufala e non a caso ho parlato di leggenda precedentemente. Sembra che esistano delle immagini di tale oggetto ma sfortunatamente si tratta di semplici detriti generati con molta probabilità durante l’assemblaggio della stazione spaziale internazionale, il resto è tutta fantasia.