La ninfa dell’acqua è una delle leggende più evocative, ricorda la dama del lago e le gesta cavalleresche, e come non potrebbe?
Ricordo con piacere la prima volta che da bambino vidi il film Excalibur, grande pellicola, nello stile che una mente priva di esperienze di vita vissuta e piena di ideali non poteva assolutamente ignorare.

Si racconta che un tale Valfredo, cavaliere forte e valoroso, cavalcando il suo destriero lungo il bel Danubio, intravide un velo, d’un candore ed una leggerezza tale da fargli decidere di fermarsi e raccoglierlo.

Non appena lo toccò dalle acque emerse una fanciulla d’una bellezza che solo i racconti cavallereschi sanno descrivere, con una chioma dorata e degli occhi d’un azzurro più intenso di uno zaffiro…

La giovane, con una voce dolce e delicata, chiese al cavaliere la restituzione del suo velo e spiegò a Valfredo che lei era la figlia dell’acqua e che viveva in un palazzo di cristallo sul fondo del fiume, ma senza il suo magico velo sarebbe stata condannata a vagare sulla terra come una qualunque donna mortale.

Ma Valfredo di già si era invaghito della bella ninfa e cercò di convincerla a restare sulla terra e recarsi al suo palazzo come sua sposa. La ninfa promise al cavaliere che se le avesse reso il suo velo lei lo avrebbe seguito ed avrebbe accettato la sua proposta.

Così come anche oggi l’amore rende ciechi, così fu per Valfredo, che tosto restituì il velo alla bella ragazza, che, in un battito di ciglia scomparve nel fiume lasciando al povero cavaliere solo una risata beffarda.