Una struttura ancestrale di incredibile bellezza: Il pozzo sacro di Santa Cristina

Benvenuto in questa nuova indagine caro Lettore, seguendo il filo conduttore dell’Archeologia ho deciso di parlarti di una struttura, sita in Sardegna, di incredibile bellezza e precisione… Si tratta del Pozzo di Santa Cristina, una struttura datata XI secolo a.c. nei pressi del paese di Paulilatino, portata alla luce solo nel 1857.

Si tratta di un pozzo sacro profondo circa 6 metri caratterizzato da una perizia costruttiva che rivela delle notevoli capacità dei popoli che lo crearono. Da sempre si parla dei popoli che abitarono la Sardegna in epoche antiche identificandoli con gli Shardana, ossia un popolo di guerrieri e naviganti di cui si trovano tracce anche in alcune incisioni egizie dove vengono rappresentati alla testa dei loro eserciti, facendoci supporre che si trattasse di combattenti esperti e forse mercenari.

Molte sono le strutture riconducibili a questo passato glorioso ed il pozzo di Santa Cristina non fa eccezione. Sembra che il suo scopo fosse quello di onorare gli dei ma aveva anche altre funzioni legate ai cambi di stagione lavorando di fatto come una sorta di calendario solare. Arrivando fino alla base del pozzo si può apprezzare un complicato gioco di riflessi che capovolge le immagini simboleggiando la separazione tra corpo e anima, qualcosa di incredibilmente complesso sia come concetto filosofico che come tecnica realizzativa, ancora oggi l’acqua scaturisce nel pozzo grazie ad una falda perenne che le consente di riempire la vasca circolare scavata nella roccia base e raggiungere il primo gradino della scala. Il livello è mantenuto costante da un presumibile canale di scarico. Per amore della verità ho parlato con un ragazzo molto simpatico e competente che mi ha fatto sapere che il pozzo potrebbe aver subito delle modifiche significative nel suo restauro, i gradini sono molti di più di quelli in origine, quindi anche se è plausibile che le ombre capovolte fossero già presenti al tempo della realizzazione non possiamo escludere che il fenomeno sia stato migliorato. Pozzo santa Cristina

Nelle vicinanze del pozzo sacro si trovano resti di varie costruzioni attribuibili alla civiltà nuragica. In particolare sono degni di nota quelli di una ampia capanna circolare del diametro di circa 10 metri originariamente coperta (che oggi ha un elevato di circa 1,70 m) con un pavimento costituito da ciottoli, al cui interno si trova un sedile (alto circa 30 cm e profondo 50) che corre lungo tutta la parete e che probabilmente serviva a riunire una parte della comunità. A poca distanza dalla capanna circolare si trova un recinto usato probabilmente per custodire gli animali offerti al tempio o addirittura destinati a sacrifici.

Nella stessa zona si trovano i resti di dieci capanne di forma circolare o quadrangolare poste a schiera. Tale disposizione, riscontrata anche in atri santuari nuragici (Santa Vittoria di Serri) fa propendere per una destinazione commerciale di supporto a quella devozionale (tabernae).